09 Settembre 2010
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Una testimonianza da Auschwitz: PER NON DIMENTICARE

27-02-2010 - Il Veliero
Auschwitz


"Ma che colpa ne avevano?"In occasione della Giornata della Memoria, l´esperienza di Emanuele.
Partiti il 24 gennaio, abbiamo trascorso 32 ore prima di poter iniziare a commentare quanto la crudeltà dell´uomo abbia potuto escogitare per far soffrire un suo simile. Il 25 l´arrivo ad Auschwitz e all´ingresso la famosa scritta: "Il lavoro rende
liberi". Dal momento in cui lo abbiamo varcato le nostre idee di partenza si sono smarrite del tutto. Sentir parlare dello sterminio è
completamente diverso dal "toccare con mano" i fatti: ti prende una
stretta al cuore passando vicino a quelle barriere di filo spinato e pensando che migliaia di persone guardandole capivano che mancava poco
alla morte, che non sarebbero più uscite da lì... Visitando sempre di
più il campo ci immedesimavamo ancora meglio nei pensieri che affliggevano la povera gente che vi era capitata per essere nata in determinate famiglie. Ma che "colpa" ne avevano? La cosa più raccapricciante è stato visitare il block (blocco) n°11, al cui interno erano custoditi, dietro un´enorme vetrata, tantissimi
capelli appartenenti a vite stroncate da menti perverse. Il "colpo di grazia" l´abbiamo ricevuto entrando nelle camere a gas, basse costruzioni appena al di fuori della cinta del campo, dove in un piccolo spazio venivano ammassate anche duemila persone alla volta e dove all´improvviso venivano gettate delle pietruzze che a contatto con l´ossigeno emanavano un gas tossico, e in meno di 5 minuti duemila vite erano stroncate. Dopo di che i corpi venivano bruciati
come rifiuti. Ma vi erano anche persone che subivano torture più
crudeli che portavano ad una morte lenta e dolorosa, come ad esempio:
digiunare fino alla morte, stare in mezzo alla neve nudo, vivere in un
"buco" senza luce e senza spazio per camminare, subire un´iniezione di
veleno. Ma la cosa più brutta erano gli esperimenti sui corpi umani, con i quali i "medici" tedeschi compivano i peggiori orrori frutto della malvagità umana. Il campo di Birkenau era a modello del primo con una variante: lì andavano tutte le donne. Posso capire che ci sia stata una mente resa perversa dalla crudeltà, ma non posso ammettere che ci siano state altrettante menti che l´hanno accompagnata in questa pazzia; sappiamo pensare o no? Sappiamo riflettere?
Che sia un errore-orrore che non ci faccia più sbagliare, perché
questa è stata la pagina più assurda della storia dell´uomo.
Il nostro inviato Emanuele G.

Fonte: P a r r o c c h i a d e l l a R i s u r r e z i o n e d i N . S . G . C . d i G i a n o l a d i F o rmi a
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