Riflettiamo insieme su Gianola: Cari fratelli e sorelle,
sento l´esigenza di rivolgermi a voi in virtù di alcuni avvenimenti che sono successi nell´ultimo periodo di tempo. Mi rivolgo a voi genitori, mi rivolgo a voi maestri e maestre, mi rivolgo a voi educatori, mi rivolgo a tutte quelle persone che nella vita ricoprono un ruolo particolare nell´educazione del nostri bambini e ragazzi.
Le nuove tecnologie digitali stanno determinando cambiamenti fondamentali nei modelli di comunicazione e nei rapporti umani. Questi cambiamenti sono particolarmente evidenti tra i giovani che sono cresciuti in stretto contatto con queste nuove tecniche di comunicazione e si sentono quindi a loro agio in un mondo digitale che spesso sembra invece estraneo a quanti di noi, adulti, hanno dovuto imparare a capire ed apprezzare le opportunità che esso offre per la comunicazione. Il mio primo pensiero va quindi in modo particolare a chi fa parte della cosiddetta generazione digitale: popolo di bambini e ragazzi che sguazza beatamente nei nuovi mezzi di comunicazione dando l´impressione di essere perfettamente in grado di utilizzarli senza nessuna difficoltà. Con loro vorrei condividere alcune idee sullo straordinario potenziale delle nuove tecnologie, se usate per favorire la comprensione e la solidarietà umana. Tali tecnologie sono un vero dono per l´umanità: non dobbiamo infatti correre il rischio di considerare un male in assoluto tutte le tecnologie che abbiamo tra le mani, ma dobbiamo scoprirne le ricchezze e le potenzialità per utilizzarle in bene.
L´accessibilità di cellulari e computer, unita alla portata globale e alla capillarità di internet, ha creato una molteplicità di vie attraverso le quali è possibile inviare, in modo istantaneo, parole ed immagini ai più lontani ed isolati angoli del mondo: è, questa, chiaramente una possibilità impensabile per le precedenti generazioni. I giovani, in particolare, hanno colto l´enorme potenziale dei nuovi media nel favorire la connessione, la comunicazione e la comprensione tra individui e comunità e li utilizzano per comunicare con i propri amici, per incontrarne di nuovi, per creare comunità e reti, per cercare informazioni e notizie, per condividere le proprie idee e opinioni. Molti benefici derivano da questa nuova cultura della comunicazione: le famiglie possono restare in contatto anche se divise da enormi distanze, gli studenti e i ricercatori hanno un accesso più facile e immediato ai documenti, alle fonti e alle scoperte scientifiche e possono, pertanto, lavorare in équipe da luoghi diversi; inoltre la natura interattiva dei nuovi media facilita forme più dinamiche di apprendimento e di comunicazione, che contribuiscono al progresso sociale.
C´è un grande desiderio chiuso nel cuore dell´uomo ed è quello di voler entrare in contatto immediato le une con le altre. L´uomo è un animale sociale.
Desidero incoraggiare tutte le persone di buona volontà, attive nel mondo emergente della comunicazione digitale, perché si impegnino nel promuovere una cultura del rispetto, del dialogo, dell´amicizia.
Le nuove tecnologie devono essere a servizio del bene e devono favorire la diffusione di contenuti positivi in difesa della dignità dell´uomo. Pertanto quanto facciamo uso di queste tecnologie dobbiamo evitare la condivisione di parole e immagini degradanti per l´essere umano, ed escludere quindi ciò che alimenta l´odio e l´intolleranza, svilisce la bellezza e l´intimità della sessualità umana, sfrutta i deboli e gli indifesi. Un categorico no lo lancio allora alla possibilità di visitare siti su cui ci sia presenza di messaggi razzisti, su cui si svilisca la sessualità umana riducendola ad oggetto di piacere favorendo la diffusione di materiale pornografico. Dobbiamo educare anzitutto noi stessi e i bambini e ragazzi che ci vengono affidati ad una cultura del bene. Anche nei confronti dei dialoghi e delle amicizie che possono nascere attraverso i mezzi di comunicazione dobbiamo incentivare e favorire forme oneste e corrette di espressione insieme ad un ascolto attento e rispettoso. Il dialogo deve essere radicato in una ricerca sincera e reciproca della verità, per realizzare la promozione dello sviluppo nella comprensione e nella tolleranza. La vita non è un semplice succedersi di fatti e di esperienze: è piuttosto ricerca del vero, del bene e del bello. La stessa parola amicizia ha subito un´evoluzione enorme. Tale concetto è una delle più nobili conquiste della cultura umana. Nelle nostre amicizie e attraverso di esse cresciamo e ci sviluppiamo come esseri umani. Sarebbe triste se il nostro desiderio di sostenere e sviluppare on-line le amicizie si realizzasse a spese della disponibilità per la famiglia, per i vicini e per coloro che si incontrano nella realtà di ogni giorno, sul posto di lavoro, a scuola, nel tempo libero. Quando, infatti, il desiderio di connessione virtuale diventa ossessivo, la conseguenza è che la persona si isola, interrompendo la reale interazione sociale. Ciò finisce per disturbare anche i modelli di riposo, di silenzio e di riflessione necessari per un sano sviluppo umano.
Siano i mezzi di comunicazione incentivati e utilizzati anche per la diffusione sempre più rapida ed efficace del Vangelo, della Buona Notizia. Per questo si fa forte il mio invito a fare bene il compito educativo che ci viene affidato educando ma soprattutto vigilando sui nostri bambini e ragazzi, non lasciandoli mai soli quando si trovano ad utilizzare i mezzi di comunicazione, ad essere capaci di aspettare l´età giusta per farli entrare nella rete. Diventiamo anche capaci di ordinare i desideri dei nostri piccoli, di riportarli alla ricerca del semplice e dell´umile, di far crescere nei loro cuori la ricerca dello stupore per le piccole cose.
Vi benedico di cuore.
Don Antonio De Arcangelis
Gianola, 01 febbraio 2010
Fonte:
Don Antonio De Arcangelis