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Una serata con Paolo Brosio
08-02-2012 19:47 - Riceviamo e Pubblichiamo
Gianola: Sabato 4 febbraio, presso la Tenda dell´Incontro a Gianola L´incontro organizzato dalla Comunità Emmanuel di Formia, con la collaborazione della parrocchia della Risurrezione di Gianola Quando sale sul palco quasi non sembra lui. Quei chili in più messi negli ultimi tempi e/o l´effetto dell´incontro dal vivo lo mostrano un po´ diverso da come me lo ricordavo. Si presenta in modo dimesso, quasi non fosse lui l´ospite della serata. Inizia il racconto di ciò che sappiamo per aver letto da qualche parte, o forse sentito; stavolta lo ascoltiamo dal vivo, e dal vivo assistiamo anche alla commozione di Paolo, che tra le lacrime si ferma qualche secondo, sostenuto dal nostro applauso, e poi ricomincia, con un tono deciso, da predicatore, che sferza l´uditorio con messaggi quasi urlati al microfono. "È lo Spirito Santo - dirà dopo un po´- a guidarmi mentre parlo". Non manca il sostegno del pubblico che con i propri applausi scandisce i messaggi di Paolo. Dopo la fase iniziale, oserei dire "di studio", Brosio si trasforma in mattatore della serata, con un fare che si addice alla sua toscanità e che ricorda a tratti, per alcune movenze e alcune frasi, il Benigni visto dal vivo. Senza con ciò banalizzare il messaggio della serata. La separazione, la morte del padre, il locale (in cui aveva investito praticamente tutto) dato alle fiamme, tutto insieme, e il baratro fatto di cocaina, sesso e solitudine, roba che distrugge, che promette solo una parvenza di felicità. Poi la preghiera, quella della madre, quella delle suore che si sono prese cura di lui, infine Medjugorje, la Gospa, Maria, che Paolo indica a più riprese (accanto al palco è presente la statua della Madonna). Il racconto dell´impresa della donazione di 70.000 euro per un orfanotrofio, raccolti in modo un po´ rocambolesco, senza mai perdere la speranza nella preghiera. Già, la preghiera, anche quella sussurrata nel silenzio delle mura di casa: un elemento costante dell´intervento di Paolo e in generale della sua "nuova" vita. La preghiera come potente "arma" di Dio, di quel Dio che deve diventare la bussola della nostra vita quotidiana. Il discorso slitta inevitabilmente su Medjugorje, sull´esperienza personale e sui miracoli di chi è tornato rinnovato nella fede e guarito nel corpo segnato da mali incurabili, tra l´incredulità di amici e parenti e l´inspiegabilità da parte della scienza. Tutto questo senza dimenticare la chiesa. La chiesa è ancora prudente su Medjugorje, ed è giusto che sia così, dice Paolo, ma se Medjgorje è veramente un´opera del demonio, il demonio, per i 40 milioni di presenze di fedeli e per il dono della fede per tantissimi di loro, "ha fatto un vero e proprio autogoal!". E chi si aspettava un´esaltazione di Medjugorje senza alcun pensiero rivolto alle comunità parrocchiali è rimasto deluso: a più riprese Brosio ha sottolineato l´importanza dell´operato di ogni singola parrocchia, la necessità di aiutare il parroco, di non criticarlo, di essergli accanto, di affidarsi alla sua guida nella fede e nella riconciliazione col Signore; anche nel pellegrinaggio a Medjugorje è opportuno andare col proprio parroco o con un altro, per dare un significato vero al pellegrinaggio. È un fiume in piena guidato dalla fede, una fede semplice, di chi la vive interamente; e dopo l´ondata di piena, si siede in attesa delle domande del pubblico. Il pubblico, che nel corso della serata lo ha sempre sostenuto con applausi e con risa gioiose alle sue battute, che ha riempito la Tenda dell´Incontro, ancora una volta teatro di incontri particolari, nel complesso 800/900 persone, forse di più, perché in tanti erano in piedi. Ho raccontato solo qualcosa, qualcosa di quanto mi ha colpito; chi è stato presente potrebbe aggiungere altro e altro ancora. Esco dalla tenda poco prima della fine, contento e colpito dai tanti messaggio mandati da Paolo. Grazie Paolo