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Tromba d´aria, Gianola ferita
21-10-2011 09:04 - Riceviamo e Pubblichiamo
...che disastro
Gianola: Un attento lavoro di ricerca su internet, un sibilo lontano che diventa sempre più forte, lo sguardo che si volta improvvisamente verso la finestra e quei rami, quelle piante, quegli oggetti travolti dal moto vorticoso dell´aria. Tutto viene verso di me. Un urlo a tutti, di ripararsi dentro casa e di chiudere tutte le finestre. Io mi slancio fino al secondo piano: il tempo di chiudere l´ultima finestra e uno sciame di tegole sfiora il vetro. Poche manciate di secondi, che però sembrano non passare. La paura di un urto cupo di uno quei proiettili volanti, mentre il timore per chi è appena uscito e si trova per strada preoccupa più del vortice. È tutto passato, ma la paura no. Si guardano i danni intorno, si fissa lo sguardo verso quella colonna d´aria sconvolta dai venti che si dirige verso la collina, incrementando la scia di danni. Si va dai vicini, tutti, come non capita mai, e li si lascia col sorriso, perché tutti stanno bene. Si cerca di mettere a posto e di tornare a una pseudo-normalità. Intanto, altrove, è iniziata la stima dei danni.
Il turbine si scagliato improvviso dal mare verso la costa. I danni maggiori li hanno subiti il lido Celeste e le abitazioni limitrofe. Il tetto del lido lacerato dai venti, un cassonetto della differenziata lanciato al primo piano di un palazzo vicino, dei muri di recinzione sbriciolati o sbattuti a terra; frammenti contorti del lido e di altri edifici atterrano lungo via Piscinola, mentre il vortice si fa strada tra le abitazioni, abbattendo alberi, mandando in frantumi finestre, strappando tegole dai tetti. Giunge nei pressi del bar "Il Gelatiere", cui provoca ingenti danni, e prosegue tra terreni e abitazioni. Giunge a metà di via Ponteritto: un´impalcatura viene piegata, i tetti subiscono vari danni, le tegole volano verso le terre vicine, un muro lungo 50 metri viene abbattuto. Il turbine prosegue, e continua a far danni, verso il centro commerciale Itaca, e verso la collina.
È sera, e tutto torna ad una strana normalità. Faccio il mio giro per il quartiere, che sembra irrealmente sereno, se non fosse per quei cocci e quelle pietre che si trovano qua e là per strada.