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...TROMBA D´ARIA A GIANOLA
21-10-2011 16:37 - La Provincia
Prima un boato, poi un inferno di lamiere divelte e sbattute sui muri, tegole sradicate dai tetti, alberi spaccati a metà come grissini. E´ fitto l´elenco dei danni prodotti dalla tromba d´aria che ieri pomeriggio si è abbattuta sul quartiere di Gianola. Il vortice si è alzato dal mare intorno alle 17 ed è risalito dalla spiaggia seminando una scia di distruzione. Messo male il lido Celeste, letteralmente scoperchiato dalla forza del vento. L´insegna era sul lungomare. Altri pezzi del tetto li hanno ritrovati sul balcone di un palazzo ad una cinquantina di metri di distanza. Il turbine ha avvolto le abitazioni di via Piscinola ed è risalito verso l´interno seguendo per un breve tratto il tracciato di via degli Orti e poi su, a monte, devastando via Ponteritto e superando la superstrada dove danni hanno subito anche i centri commerciali Itaca e Briko. La forza del vortice si è indebolita man mano che si avvicinava alle colline, esaurendo la sua spinta prima di raggiungere il centro abitato di Castellonorato. E´ durato poco più di un minuto. Secondi che gli abitanti di Gianola difficilmente dimenticheranno. Ne sa qualcosa il proprietario del , il bar sito su via degli Orti. La tromba d´aria lo ha preso in pieno, portandosi via il gazebo installato davanti all´ingresso. Peggio ancora è andati ai fratelli Di Tucci. Le loro serre, di fatto, non esistono più. Neanche il raccolto che avevano appena seminato. Una lamiera spinta dal vento ha sfondato il vetro posteriore di un´auto parcheggiata sul lungomare. Il proprietario è un ragazzo. Ce la indica. Non sa se considerarsi sfortunato per il danno o fortunato per il fatto che in quel momento era altrove. Più in là, all´imbocco di via Piscinola, il vento ha abbattuto un muro e scoperchiato il tetto del palazzo. Su uno dei balconi, c´è un cassonetto dell´immondizia che prima era sulla strada. Intervengono i vigili del fuoco, anche perché i residenti hanno segnalato una fuga di gas, prontamente tamponata dai tecnici dell´Eni. Poi via, ad un isolato di distanza, dove una strada interna è occupata dal tronco di un albero abbattuto dal vento. Passato il peggio, la gente esce per strada e sospira: . Simone Pangia